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L’idea nasce alla fine del 1998 e si traduce in progetto grazie al 1° Piano  della Legge sull'Infanzia e Adolescenza (L.285/97).

In questa prima fase viene pianificato il lavoro e gettate le basi della programmazione attraverso:
- un monitoraggio dei diversi contesti di vita in cui l’adolescente / preadolescente vive nel tempo libero (società sportive, parrocchia, associazionismo, …);
- una ricerca / azione sulle compagnie giovanili dei sei Comuni, sui bisogni / richieste / esigenze dei ragazzi e ragazze, finalizzata al coinvolgimento degli stessi negli interventi previsti;
- l’individuazione di operatori giovanili (educatori di strada e/o coordinatori dei centri aggregativi) che promuovessero la partecipazione di gruppi di ragazzi attraverso un lavoro di contatto, “accompagnamento” e coordinamento;
- l’allestimento della strumentazione informatica (computer, allacciamento in rete, collegamento a banche dati) per la predisposizione dei punti informagiovani.

L’idea di uno spazio di comunicazione/informazione che si sviluppava attraverso una rete informatizzata a disposizione dei ragazzi e ragazze dei diversi territori (come obiettivo di lungo periodo del progetto) si è evoluta negli anni fino a definirsi come creazione di veri e propri Punti Informagiovani.

Il 2001 è stato l'anno di avvio operativo, con l'accesso alla banca dati nazionale informagiovani e la formazione rivolta agli operatori-volontari dei Comuni coinvolti(operatori individuati per il servizio, volontari, dipendenti comunali) entrambi fornite dal Consorzio In&Co di Modena.
Con i referenti di ogni Comune sono stati definiti i tempi di avvio del servizio in rapporto alle proprie esigenze e risorse, oltre alle modalità di coordinamento e supervisione curate dall’allora Ufficio Associato.
Alla fine del 2001 è stato bandito un concorso fra i giovani per l’individuazione del logo della rete, mentre nel febbraio 2002 è stata organizzata la conferenza stampa di presentazione della Rete Informagiovani Bassa Reggiana.

Fra il 2001 e il 2002 i primi cinque Comuni, con fondi comunali e solo in minima parte con i fondi L. 285/97, hanno   provveduto all’allestimento delle sedi IG e  definito i contratti con gli operatori addetti ai punti IG (là dove non coincidevano con gli stessi operatori giovanili). I 5 operatori hanno quindi costituito un coordinamento permanente che ha lavorato per predisporre l’avvio/inaugurazione dei punti IG.   

Dal 2002 è stata prevista una supervisione agli operatori che fornisse orientamento e consulenza agli operatori sugli aspetti più metodologici e tecnici, affidata al dr. Lanzafame. Attraverso interviste in profondità agli addetti informagiovani in ogni Comune e ai referenti politici e tecnici, il consulente ha presentato un report che ha permesso di ridefinire obiettivi generali e specifici, per ogni Comune e per la rete, e di formulare una ipotesi di sviluppo. 
Sempre nel 2002, l'Ufficio Associato è stato indicato dall'Amministrazione Provinciale come rappresentante della Provincia di Reggio Emilia nel Gruppo di Coordinamento Regionale sugli Informagiovani.

Nel 2003 la riprogettazione della Rete è stata inserita tra i progetti pilota  cofinanziati dalla L.R. 21/96. Per i cinque punti IG esistenti, si è lavorato al potenziamento delle strutture esistenti (in termini di risorse umane, sedi, attrezzature e dotazioni multimediali) e, fin dall’inizio, alla predisposizione di un efficace coordinamento territoriale. La creazione di un effettivo coordinamento ha garantito una supervisione e un “accompagnamento esperto”, permettendo una crescita professionale degli operatori (inizialmente con una formazione ed esperienza molto disomogenea) e parallelamente una maggiore consapevolezza delle amministrazioni comunali rispetto alle funzioni e potenzialità degli IG. Il progetto ha permesso un investimento più consistente nella disponibilità oraria degli operatori IG, in relazione agli orari di apertura previsti e alle attività connesse.

Con l’anno 2004 l’esperienza si è ulteriormente sviluppata grazie al progetto “Rete territoriale informagiovani bassa reggiana: gli informagiovani come agenti di comunicazione territoriale” co-finanziato dalla L.R.21/96. In particolare la Rete si è allargata anche al comune di Luzzara, raggiungendo alcuni importanti risultati documentati attraverso la relazione annuale (Febbraio 2005).

Nel 2005 l'esperienza è proseguita attraverso l'impegno dei comuni, a fronte di un forte ridimensionamento delle risorse messe a disposizione dalla Regione con la L.R.21/96. Le ridotte risorse a disposizione non hanno permesso di continuare il piano di sviluppo della Rete così come era stato previsto, costringendo lo staff di progetto a concentrare gli sforzi per cercare almeno di garantire il livello dei servizi degli anni precedenti.

Il 2006 è stato un anno di ri-visitazione critica del progetto: si sono completamente riviste finalità. obiettivi e target del progetto, a partire dal livello politico e coinvolgendo anche il livello tecnico. Contestualmente si è cercato soprattutto un bilanciamento tra quei Punti IG delle Rete già attivi e quelli da attivarsi, con l'obiettivo di fare partire, consolidare e radicare omogeneamente i singoli IG nei rispettivi territori.

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